Raphael Gualazzi: Intervista - video
URBINO – Urbino sempre nel cuore e nelle corde di Raphael Gualazzi, il cantautore quasi trentenne, che si prepara a dare tutto per salire sul palco del teatro Ariston a Sanremo.
Ad Urbino, sono in pochi a non averlo ascoltato almeno una volta, perché, come lui stesso racconta, ha suonato in tantissimi pub, locali, persino per le vie, come nel 2007 alla Notte Bianca del Meeting dei Giovani in via Mazzini, o nei teatri: ricordiamo allora il concerto al teatro Sanzio nel 2008 per i Concerti Aperitivo del Carlino, dove fu capace di lasciare esterrefatti gli ospiti, anche internazionali come la giornalista Martha Raddaz, vincitrice dell’Urbino Press Award, ma anche i suoi concittadini, per l’entusiasmo, il carisma, l’abilità al piano. Dietro il suo pianoforte, a provare virtuosismi del Rag-time degli anni ’20 del Novecento, mescolati al Blues e al Jazz, Raphael Gualazzi è padrone del mondo, mentre di persona è timido, estroso ma impenetrabile, insomma un artista, un personaggio che rivela la sua natura sul palco. Come si è accorta anche Caterina Caselli, la cantante ed ora produttrice, che lo lancia nell’Home page del sito della SugarMusic, vicino a star come Elisa e i Negramaro. Per Gualazzi, quest’anno, è sicuramente l’anno in cui giocare il tutto per tutto, anche con Sanremo.
<Strumentalmente il brano è caratterizzato dai colori del mondo dello stride-piano, quello stile pianistico compreso tra la fine degli anni ’10 e gli anni ’40 che costituisce il pre-jazz, la parte più antica di questo genere. A me piace tanto e spero che piaccia anche a tutti voi>.
<Credo sia divertente: io ho sempre suonato ovunque, dai localini ai baretti, festival jazz, festival internazionali, alla Fenice a Venezia, in America per un tour, qualche apparizione in tv, sono emozioni differenti che fanno parte dello stesso lavoro, quindi sempre stimolanti>.
Guardando alla tua carriera negli ultimi anni, il 2009 è stato un anno di svolta perché sei entrato a far parte della SugarMusic: come ci sei riuscito?
<Il mio editore di Milano ha sottoposto a Caterina Caselli alcuni miei provini e poi siamo stati convocati per un’audizione: ho suonato due o tre brani dal vivo negli uffici della Sugar e due settimane dopo ci hanno chiamato per firmare il contratto discografico. Sono lusingato di far parte di questa etichetta>.
Nel 2010, la tua cover del brano “Don’t stop” è diventata il brano della campagna pubblicitaria Eni, il brano “Reality and fantasy” è stato il più scaricato dalle classifica digitali, adesso a Parigi al SunSide Club hai avuto il tutto esaurito. La tua carriera si può dire decollata?
<Questa è una sorta di conseguenza dell’impegno di tante persone, me compreso, e di coloro con cui lavoro. Io ho continuato a fare quello che facevo prima, scrivere brani e fare concerti live>.
Per prepararti e scrivere torni ad Urbino: come vivi la tua città?
<Gli impegni purtroppo non mi consentono molto di prendermi gli spazi liberi che avevo prima, ma sicuramente resto sempre molto affezionato ad Urbino>.

Lara Ottaviani