La festa dei Brutti

festa dei brutti piobbicoPIOBBICO (Pesaro e Urbino) - Dopo quattro anni, Roberta Iacobelli, figlia del celeberrimo Telesforo, lascia la presidenza dell’associazione. In carica dal 2007, era stata eletta, con risultato bulgaro, dal popolo dei brutti.

Si era candidata alla guida di un club, innegabilmente unico e conosciuto a livello mondiale, con la difficile eredità di traghettarlo da un passato glorioso verso un futuro sempre più fatto di miti ossessivi di perfezione, eterna giovinezza e competitività estetica.

Ad alcuni era forse sembrata un’incongruenza quella candidatura, per via di un aspetto fisico tutt’altro che brutto, ma il Club si è sempre rifiutato di fare un concorso per il più brutto di tutti e di esporlo a curiosità morbose. Il Presidente eletto viene scelto come qualcuno capace più di altri di promuovere la causa dei brutti e di diffonderne la filosofia.

E questo in perfetta coerenza, perché per il Club, come non è penalizzante l’aspetto brutto, non lo è neanche quello bello. Il Club è sicuramente il luogo privilegiato dei brutti, di chi, sfavorito dalla genetica gli si rivolge per trovare un aiuto, per fare amicizia o anche solo per rendersi conto di quella che può sembrare una discutibile ovvietà: l’apparenza non è tutto, ma i brutti non sono razzisti.

Fra l’accusatorio e il divertito, per l’evidente sudditanza ai dettami dell’apparenza, Roberta lamenta invece discriminazioni da parte di alcuni media, soprattutto la televisione. Le è capitato molte volte di essere cercata dalle reti, come Presidente dell’Associazione per una trasmissione o per un’altra, e di sentirsi rispondere che se non era molto brutta non se ne faceva niente. Una dichiarazione di utilità e di serena discriminazione e ancora l’apparenza che, anche brutta, paga più delle idee. Ma i brutti sanno che non è così, sennò non si spiegherebbe il successo continuo delle loro iniziative.

 

Rilevando l’eredità paterna, che in un trentennio aveva fatto di quell’associazione a carattere locale un fenomeno mondiale, negli anni della sua presidenza ha fatto fondamentalmente cinque cose, fondamentali per il futuro del Club:

  1. 1.    trasmettere correttamente l’eredità del Club e tutelarne la natura, particolare e delicata. La Presidente dichiara:”gestire questo Club con oltre 30.000 iscritti e diverse sedi all’estero non presuppone coscienza e sorveglianza in merito alle finalità nobili, ci può essere il rischio di far scivolare le iniziative verso il fenomeno da baraccone, la fiera del brutto o la sagra finalizzata all’ubriacatura e l’abbuffata generale. Abbiamo voluto mantenere l’equilibrio fra il divertimento e l’invito a pensare e ad agire diversamente dalle logiche comuni”.
  2. 2.    Creare un nuovo modello di evento, il “Festival dei Brutti”, che ha luogo sempre la prima domenica di settembre e prevede un caffè artistico-letterario, spettacoli comici, gastronomia e iniziative in linea con l’idea della bruttezza e la sua interpretazione.
  3. 3.    Avviare la sistemazione dell’enorme materiale d’archivio, che il Club ha accumulato in trent’anni per poter, un giorno, renderlo fruibile.
  4. 4.    Progettare moderne iniziative sociali, che vedranno la loro realizzazione negli anni a venire. Fra le altre, il recupero della primitiva funzione del Club come luogo d’incontro di single, anche attraverso i mezzi della rete e le prerogative dei social network. Un Bruttic nell’era di Meetic. E poi una manifestazione dedicata al brutto nel mondo degli eroi dei bambini, dove, a differenza del mondo reale, il brutto vince sempre: Shreck, il Brutto Anatroccolo, la Bella e la Bestia… C’è una frase che illustra bene lo stereotipo comune e che sarebbe adatta come titolo: “Brutto cattivo!
  5. 5.    L’ultima cosa che coinvolge il brand del club ed è attuata con investimenti privati, è la realizzazione di un progetto ricettivo, i cui lavori sono già in corso: la “Locanda del Brutto”, un centro polivalente con ipotesi di camere, spa, ristorante, cantina del brutto, terrazza sul tetto ed aree espositive. Un luogo di “Beautyful lifestyle” unico e una sorta di casa dei brutti. Un segno materiale della lunga storia delle idee e delle provocazioni del Club.

 

A questo punto l’attesa è per domenica 4: si saprà chi, fra i candidati designati, avrà vinto la battaglia della presidenza. Per lui giro d’onore in carrozza accompagnato da Miss Italia nel mondo, ovazione di folla e il compito di attribuire il premio No-bel.

Il nuovo Presidente si occuperà di tutta la parte in presenza, degli eventi, delle manifestazioni, del folklore. Roberta, che lascia perché vive e lavora in Spagna (a Madrid) e non le è possibile seguire localmente le cose, continuerà a seguire quello che ha fatto in questi anni e a sviluppare i progetti del Club. In fondo, si sente “intrinsecamente brutta”. La storia del club è una storia di idee, di grandi, serissime provocazioni, raccontate con divertimento ma con estrema convinzione. E poi non è solo autoironia: è ”orgoglio brutto”, differenza e biodiversità estetica. E può solo avere successo.