La Festa dell'Aquilone - Viaggio tra le contrade
URBINO – Una proposta arriva dal capo contrada di Valbona Luciano Biagiotti: dare alla giuria che decreta il vincitore della Festa dell’Aquilone gli strumenti per calcolare correttamente l’aquilone più lontano tra quelli più in alto. Nel laboratorio del cortile dell’Istituto maestre Pie Venerini in via Mazzini, tra i bambini e i turisti che vogliono imparare a costruire gli aquiloni, Biagiotti chiede più precisione e maggiore imparzialità nello svolgimento della competizione e nel giudizio finale. Il gioco è gioco, la gara è gara per gli aquilonisti di Urbino.
La contrada di San Polo, detentore del trofeo 2010 della Festa dell’Aquilone, all’opera nel laboratorio per costruire gli aquiloni da gara, quelli di bellezza, quelli per formare in cielo un Tricolore per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La Festa in programma da venerdì 2 settembre al domenica 4, metterà in primo piano i contradaioli diretti da Sirto Sorini anche per un aperitivo venerdì 2 dalle 18,30 offerto a tutti, con la partecipazione del sindaco, degli assessori Pretelli e Crespini, i dj Claudio e Maccio, le canzoni di Duccio Marchi. Il prossimo anno, la contrada sistemerà la sede storica di san Polo in via delle Campane, proprietà della Curia con i trofei, le fotografie degli anni ’60 e ’70, gli aquiloni di quegli anni, una bacheca per i ragazzi della contrada. Si chiamerà “Sala delle vittorie”.
Nella sala parrocchiale all’interno del convento di San Bernardino, la contrada ha preparato gli addobbi di stoffa giallo e rossa, i colori della contrada, da mettere lungo la via, come da tradizione ormai, dalla Croce dei Missionari fino alla chiesa. Sotto la guida del capo contrada Paolo Iacomucci, tante donne con la macchina da cucire, gli uomini a tagliare canne, carta, a fare matasse. Anche a San Bernardino si sono dedicati agli aquiloni per il 150° dell’Unità d’Italia, 15 in tutto, 5 con i colori verde, 5 bianchi e 5 rossi. L’aquilone di bellezza è in via di definizione.
I ricordi non abbandonano mai Ferrante Bernardini capo contrada della Piantata: da bambini tanti urbinati della sua generazione salivano sulla collina delle Vigne per lanciare gli aquiloni e ritirarli nel più breve tempo possibile. Oggi non solo i bambini devono continuare la tradizione ma anche un 87enne sempre energico come Renato Duranti, le mamme, i babbi e tutti quelli che hanno uno spirito leggero e festoso. Per l’aquilone di bellezza ci sono alcune idee, ma meglio non scoprirsi troppo.
Il mitico tabellone delle presenze, la Notte viola, ben 3 aquiloni di bellezza da preparare, la mascotte Otto che gira tra canne e code: la contrada di Mazzaferro con il capo contrada Michele Chiuselli lavora tutti i giorni sotto la scuola elementare dove i bambini del quartiere spelano le canne, seguiti da babbi e mamme, in realtà inesperte di aquiloni, ma pronte ad imparare e cimentarsi nella preparazione delle code. Per l’aquilone di bellezza, invece, si attinge dal libro dei progetti, un archivio storico di tutti i modelli di aquilone di bellezza già fatti e di quelli che si potranno fare l’anno successivo.