L'Opinione di Umberto Piersanti
L'opinione di Umberto Piersanti

Schettino: un emblema italiano? La cerimonia dell'inchino è una cattiva consuetudine di cui tanti, a cominciare dall'armatore, sono colpevoli. Il fatto però di essersi avvicinato così tanto alla costa del Giglio è una responsabilità individuale precisa, quella del comandante Schettino. Una bravata tragica che da sola lo inchioda alle sue responsabilità al di là del fatto che troppo presto ha abbbandonato la nave insieme ai suoi ufficiali. Se Schettino è un emblema dell'Italia lo è solo nel senso che questo è un paese senza regole o magari con troppe regole mai rispettate e dove i posti di comando sono spesso occupati dalla gente sbagliata e per motivi poco trasparenti. Ci conforta la posizione del comandante campano De Falco che dimostra come la Campania non sia solo la terra di Schettino e degli abitanti del suo paese subito pronti ad assolvere ed esaltare il nome di unlocalismo ridicolo ed assurdo.
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Monti: in stato di libertà accerchiata. Ma i partiti si sono veramente fatti da parte? Il Presidente può non tener conto dei loro veti incrociati? e le lobbies di questo paese permetteranno mai delle autentiche liberalizzazioni?
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Monti, a mio parere, sta facendo il possibile, anche se la strada è stretta e i risultati non sempre sono soddsfacenti. Ci sono poi i due partiti della vergogna: Di Pietro, che ha votato la fiducia, ma con la riserva mentale di votare contro la manovra alla ricerca di qualche misero guadagno elettorale. La Lega Nord che è ritornata all'originaria e squallida idea di secessione. Questo partito si comporta in modo indecoroso in aula ed è disposto a tutto pur di frammentare l'unità politica e morale del paese.
Le molteplici radici del razzismo - La tradizione fascista mai affrontata di petto che vide la passiva accettazione di tutta la società italiana delle leggi razziali del '38. La difficoltà di convivere oggi con una grande quantità di persone che si rifanno a tradizioni e culture differenti. La bieca propaganda di Casa Pound e di gruppi affini smaccatamente fascista e con inclinazioni naziste. La costante polemica e la continua diffidenza sulle quali la Lega Nord ha imbastito la sua politica e trovato i suoi consensi. Anche a sinistra il rancore antisionista, portato agli eccessi, può sfociare, come ha ben visto Giorgio Napolitano, in un sostanziale antisemitismo. La situazione è questa e pretende non solo una battaglia culturale, ma anche una riscossa civile che deve vedere in primo piano la scuola ed i mass media.
I luoghi persi in spagnolo - Come suona bene Los lugares perdidos: lo stradino che si perde tra i fossi delle Cesane, si perde dentro l'universo intero. E in ogni terra c'è uno stradino nei campi, una casa diroccata, una rupe isolata da cui osservare il tramonto. Locale fa rima con universale: e oso credere che ai miei luoghi persi nella bella lingua castigliana possano diffondersi per il mondo. E penso anche che abbiano la capacità di coinvolgere e di commuovere che è poi il compito principale della poesia.
I miserabili nemici di Garibaldi - Non c'è mai stato un compleanno dell'Italia unita tanto osteggiato come quello che stiamo per celebrare. Si distingue Borghezio per le sue provocazioin tanto ridicole per quanto rozze. Ma ce ne sono altri, meno identificabili. Il cardinale Biffi ha sproloquiato sull'affievolimento del genio italiano dovuto all'unità; si vede che, a differenza di molti altri religiosi, non ha ancora digerito Porta Pia: speriamo che prima o dopo questa lunga digestione arrivi a buon termine. Il veneto Oneto ha insultato tutti i combattenti del Risorgimento e dunque anche quella Venezia che resistette eroicamente all'assedio austriaco per terra e per mare. Il siculo Buttafuoco ha dato i numeri con le cifre dei morti dovuti alla lotta contro il brigantaggio. Tanti nani contro un grande, grande ancora oggi: Giuseppe Garibaldi.
Non esiste femminismo "velato" - in ogni cultura il velo è stato sempre simbolo di segregazione, di "pudore", di allontanamento dalla vita della polis. Si può e si deve permetterealle donne di girare con il velo (non il burka però), ma non si può affermare come è stato detto nel terzo canale Rai che esiste un femminismo con il velo, Si tratta di un ossimoro.
1 marzo 2011 - Rossana Rossanda e la crisi libica - Solo il manifesto ha aperto un vero dibattito a sinistra sulla crisi libica, Valentino Parlato ha ricordatogli entusiasmi che aveva suscitato a sinistra la vittoria del Colonnello anticolonialista. Rossana Rossanda si è posta un interrogativo più inquietante sul rapporto tra le masse e i leader rivoluzionari, tra democrazia e socialismo.
23 febbraio 2011 - Gheddafi è un dittatore solo oggi? - Nei talk show televisivi non si parla mai di un Gheddafi considerato dalla sinistra un grande capo rivoluzionario, non si ricordano i crimini commessi in Italia nel silenzio complice di tutte le forze politiche, in particolare di democristiani, socialisti e comunisti. Questo senza dimenticare o passare sotto silenzio l'accoglienza smodata e carnevalenza riservatagli da Berlusconi nella sua ultima visita in Italia.
11 febbraio 2011 - La Gelmini e l'Unità d'Italia - Una data come quella dei centocinquanta anni dell'Unità italiana non è poi così frequente e merita una specifica attenzione.Ministro, certo deve essere ricordata nelle scuole, ma il giorno di festa è da sempre il segno poiù evidente dell'importanza della ricorrenza. Lei non ha neanche le attenuanti "economiche" della Marcegaglia, che pure questa volta ha volato basso.Lasciamo perdere chi all'Italia crede molto poco e la sostituisce con un improbabile e storicamente inesistente entità padana.
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| L'Opinione è una Rubrica periodica a cura del Poeta e scrittore Umberto Piersanti. | |
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Argomenti politici e sociali, questioni culturali ed esistenziali vengono affrontati con estrema libertà critica e grande spregiudicatezza intellettuale. Il poeta urbinate rifiuta però i toni beceri e pseudo trasgressivi di tanta televisione italiana che hanno fatto la fortuna di personaggi “alla” Sgarbi. Nel nostro paese troppo spesso gli ideologismi aprioristici impediscono di analizzare seriamente i fatti e i giudizi derivano spesso sistematicamente dalle proprie posizioni politiche e ideologiche. Continuiamo ad essere dunque il paese dei guelfi e ghibellini. Umberto Piersanti, pure avendo i suoi referenti culturali e latamente politici, non fa sconti a nessuno e tenta di ragionare su situazioni e avvenimenti volta per volta con una metodologia “liberal” così assente tra gli intellettuali italiani. |
Ultimo aggiornamento (Giovedì 26 Gennaio 2012 08:16)


